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Mummia
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Una mwggmummia (dall'arabo mwgwmūmiyya, forse dal persiano mwhamūm, “cera”) è un mwhqcadavere che ha subito mwhgun processo, naturale o artificiale, in cui i tessuti molli si sono conservati sia per motivi climatici o microclimatici (condizioni di aridità o di gelo intenso o per mancanza di aria), o per intervento umano (spesso in relazione a riti funebri).

Contents

Egitto
Note

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Etimologia del termine

Il termine deriva dal mwiglatino medievale mwiwmumia, una corruzione della parola mwjaaraba che significa mwjqbitume. La parola trae origine dal colore nero che caratterizza la pelle delle mummie egizie private delle bende; in effetti il bitume fu uno dei componenti del rituale egizio di mwjgimbalsamazione, anche se difatti il mwjwlessema mwkaegiziano che viene tradotto in mwkqitaliano con "mummia" è mwkg mwkwsch, il quale, oltre che "mummia", significa anche, e prima di tutto, "mwladignità" e "mwlqnobiltà".cite-ref-1[1]

Egitto

A causa della scarsità di documenti egizi non si conoscono le perfette elaborazioni delle loro mummificazioni. mwnaErodoto nei suoi manoscritti riporta l'uso di alcuni prodotti, come: mwnqmirra, mwngvino di palma, olio di cedro. Sulla rivista scientifica mwnwmwoaNature due chimici dell'mwoqUniversità di Bristol riportano come, analizzando delle mummie, comprese le loro bende, abbiano scoperto che riportavano quantità di grassi e oli vegetali e fu riscontrato anche che gli egiziani per l'imbalsamazione usavano la mwogcera d'api. Infatti nella mwowlingua copta per dire “cera” si diceva “mummia”. Infine i chimici di Bristol, Stephen Buckley e Richard Evershed, hanno decisamente smentito la convinzione, che da secoli ci portiamo avanti, che le mummie contengono mwpabitume, al punto di essere state usate come combustibile nelle moderne locomotive egiziane. Nelle analisi da loro effettuate non si riscontrerebbero tracce di bitumecite-ref-2[2].

Mummie di origine naturale

Talvolta eventi casuali possono provocare la conservazione di un corpo.

L'mwrauomo del Similaun (Ötzi), rinvenuto nel 1991 ai piedi di un ghiacciaio tra mwrqItalia e mwrgAustria e datato al 3300 a.C., è un caso di conservazione dovuta al freddo, mentre la mwrwmummia di Tollund deve la sua conservazione all'ambiente acido.

Alcune mummie, datate col metodo del mwsqcarbonio-14 al 7400 a.C. e in cattivo stato di conservazione, sono state rinvenute nella mwsggrotta degli Spiriti, in mwswNevada, nel 1940.

Il deserto intorno alla mwtqvalle del Nilo, grazie al suo ambiente estremamente arido, ci ha restituito numerose mummie naturali risalenti alle culture egizie del mwtgpredinastico.

In mwuaInghilterra, mwuqIrlanda, mwugGermania, mwuwPaesi Bassi e mwvaDanimarca sono stati rinvenuti un certo numero di corpi provenienti da mwvqtorbiere che si ritengono appartenere a vittime di sacrifici umani. In questo caso l'acidità dell'ambiente, la bassa temperatura e la carenza di ossigeno hanno permesso la conservazione persino degli organi interni; talvolta è stato possibile determinare persino i componenti dell'ultimo pasto dall'analisi del contenuto dello stomaco.

Nel 1972 otto mummie sono state scoperte in un insediamento abbandonato dagli mwvwInuit, detto mwwaQilaktsoq, in mwwqGroenlandia. Il gruppo, che consisteva di un bambino di circa sei mesi, di uno di quattro anni e di sei donne di varie età, è stato fatto risalire a circa 500 anni fa. In questo caso la mwwgmummificazione è stata causata dalla bassa temperatura e dal vento povero di umidità soffiante nella grotta in cui i corpi sono stati trovati.

Alcune delle mummie meglio conservate provengono dalla cultura mwxaInca del mwxqPerù e sono anch'esse datate a circa 500 anni fa. Si tratta di bambini sacrificati in modo rituale e posti sulle sommità delle vette delle mwxgAnde. Anche in questo caso il clima secco ha completamente disidratato i corpi permettendone la perfetta conservazione.

Tra le mummie naturali italiane di origine medievale va ricordata quella di mwaqSanta Zita, conservata nella mwagBasilica di San Frediano a mwawLucca. Per il periodo moderno sono invece interessanti le mummie di mwbaRoccapelago, conservate presso l'omonimo paese in provincia di mwbqModena.

In mwbwSicilia sono stati mummificati dei corpi appartenenti al clero e alla classe benestante tramite la pratica della "scolatura" e databili dal mwcaXVI al mwcqXX secolo. Oltre alle mwcgcatacombe dei Cappuccini di mwcwPalermo e alla serie di S. Maria della Grazia di mwdaComiso, si hanno i siti di mwdqSavoca, mwdgPiraino, mwdwSanta Lucia del Mela, mweaNovara di Sicilia e mweqMilitello Rosmarino, tutti localizzati nella porzione nord-orientale dell'isola (mwegprovincia di Messina).

Mummie rituali

Le mummie conservate attraverso specifici procedimenti di mwfgmummificazione sono quelle provenienti principalmente dall'mwfwantico Egitto. La cultura egizia riteneva che il corpo fosse la sede di una delle mwgaAnime, Ba o Ka, e la conservazione del corpo stesso dopo la morte fosse essenziale per la vita nell'oltretomba. La tecnica egizia prevedeva l'asportazione degli organi interni e la disidratazione del corpo attraverso il suo trattamento con il mwgqnatron, prima dell'avvolgimento del corpo con bende intrise di mwggresine.

Anche nelle antiche culture cinesi si trova la pratica dell'imbalsamazione attraverso l'uso di legno di mwhacipresso e particolari mwhqerbe medicinali.

Ulteriori culture in cui troviamo la pratica della mummificazione sono quelle del mwhwCentro America.

Presso alcune tribù mwiqamazzoniche (mwigShuar) era tradizione mummificare per disidratazione le teste dei nemici sconfitti in combattimento.

Le mummie Putt nella cultura dell'antico Egitto

I rituali e le tecniche di imbalsamazione compaiono in Egitto solo durante la mwkgI dinastia, in precedenza i morti erano semplicemente deposti, in mwkwcasse di legno rosso, direttamente nella mwlasabbia. L'aridità dell'ambiente provocava una rapida disidratazione del corpo che lo preservava da ulteriori decomposizioni.

In seguito, con l'introduzione delle tombe rivestite in legno, si introdussero anche i rituali e le tecniche per garantire la conservazione del corpo.

La più antica mummia egizia data, approssimativamente, al mwlwXXXIV secolo a.C. e si tratta, appunto, di un cadavere conservatosi grazie alle condizioni ambientali. Il corpo, conservato al mwmaBritish Museum di mwmqLondra, fu sepolto nella sabbia del deserto coperto da pietre per evitare che fosse sbranato dagli mwmgsciacalli insieme a vasellame che conteneva cibo e bevande per il viaggio nell'oltretomba.

A partire dalla I dinastia, comunque, è indubbio lo sviluppo delle tecniche per preservare i corpi attraverso la rimozione degli organi interni e l'avvolgimento in bende di tela.
Lo scopo della mummificazione non era di tipo mwnqestetico ed in effetti il corpo, avvolto in bende, veniva chiuso dentro una o più casse di legno che solo in epoca molto più tarda verranno decorate con raffigurazioni del defunto.

La pratica della mummificazione durò per tutto la durata della civiltà egizia e gli ultimi esempi che possediamo risalgono all'inizio dell'era cristiana. Gli antichi egizi estesero questa pratica anche agli animali.

Animali sacri come mwoatori, mwoqibis, mwogfalchi, mwowcoccodrilli e mwpagatti vennero mummificati e sepolti in apposite mwpqnecropoli. La più famosa tra queste è certamente il mwpgmwpwSerapeum di mwqaSaqqara ove erano conservati i corpi mummificati dei tori mwqqApi.

Antiche mummie cinesi

Mummie appartenenti ad una popolazione dalle caratteristiche sorprendentemente nord-europee, sono state rinvenute nella regione del mwrabacino del Tarim e la loro datazione a circa il 1600 a.C. ha messo in luce l'esistenza di antichi contatti tra est ed ovest. È stato proposto che si tratti di sepolture attribuibili agli antenati dei mwrqTocari la cui lingua, di ceppo mwrgindoeuropeo, rimase in uso nel bacino del Tarim (l'attuale mwrwXinjiang) fino all'mwsaVIII secolo.
Una di queste mummie, nota come mwsgl'uomo di Yingpan, proviene appunto da una remota regione dello mwtaXinjang. Gli archeologi, dell'Istituto archeologico della Xinjiang, rinvennero il corpo mummificato aprendo una bara rinvenuta in un cimitero datato a 1900 anni fa. Secondo i resoconti di scavo il corpo si presenta in buone condizioni e sono distinguibili i capelli. Persino i vestiti si sono conservati addirittura nei colori.

Un'altra mummia, più antica, proveniente dalla stessa regione è chiamata la mwtg donna di Loulan e viene datata a circa il 1800 a.C.

Mummie guance

I mwwqGuanci mwwgimbalsamavano i loro morti, e sono state rinvenute molte mummie completamente mwwwdisidratate, dal peso non superiore ai 3 o 4mwxa kg. Due grotte quasi inaccessibili aperte in una parete rocciosa verticale vicino alla costa a 5mwxq km da mwxgSanta Cruz de Tenerife conterrebbero ancora resti ossei. Esistevano diverse procedure di mwxwimbalsamazione. A mwyaTenerife il cadavere era semplicemente svuotato degli organi interni, lasciato essiccare al sole e avvolto in pelli di capra o di pecora, mentre su altre isole si faceva uso di un prodotto resinoso per conservare il corpo, che in seguito veniva collocato in una caverna di difficile accesso, o sepolto sotto un tumulo.

Sokushinbutsu

Si tratta di un particolare rito di "autoimmumificazione" praticato in Giappone, da numerosi monaci buddhisti già dall'XI secolo. A differenza delle altre pratiche di mummificazione, prevedeva la preparazione a tale processo quando il soggetto era ancora in vita, tramite rigidissime pratiche di digiuno e meditazione che terminavano con la morte.

Farmacopea

La mummia è menzionata tra i rimedi in uso nel mwzqXVII secolo e compare tra i prodotti delle mwzgfarmacopee fino alla metà del mwzwSettecento. Per i primi decenni del secolo successivo tale materia fu oggetto di analisi e studi. Il medico mw0aPaolo Gorini a mw0qLodi ne fa scopo di sperimentazione anche con l'obiettivo di avere corpi adatti alle esercitazioni anatomiche.

Il milanese Carlo Ignazio Busca riportò in patria la mummia dello scriba e disegnatore Pthamose all'inizio della mw0wXIX dinastia (1305-1200 a.C.). Il cimelio era completo di sarcofago e mw1apapiro (mw1qmw1gLibro dei morti) su "come uscire dal giorno". Gli eredi dovettero decidere che fare di questo mw1wmw2asouvenir e, consigliati dal dottor Pessani dell'Ospedale Ciceri-Agnesi Fatebenesorelle, si convinse dell'utilità della donazione alla farmacia dell'Istituto. Il Fatebenesorelle fu poi unito all'mw2qOspedale Maggiore di Milano nel 1863, dal quale poi passò, nel 1925 al mw2gFatebenefratelli, mentre la mummia entrò a far parte delle Civiche raccolte archeologiche e numismatiche del mw2wCastello Sforzesco. Il papiro, invece, resta presso l'Archivio del Policlinico.

Note

cite-note-11. «La colpa produce caducità. Per sottrarsi alla caducità, l'uomo deve tentare di liberarsi dalla colpa che si è accumulata in lui durante la vita. Mediante il processo di giustificazione (o di discolpa) davanti al tribunale dei morti, l'uomo viene liberato dal giogo della caducità. Quella della giustificazione è una procedura di mummificazione morale. Quando il lavoro degli imbalsamatori sul cadavere è concluso, subentrano i sacerdoti ed estendono l'opera di purificazione e conservazione alla totalità della persona. La parola egiziana per dire "mummia", mw4gsch, vuol dire anche "dignità" e "nobiltà". Quale ultimo stadio della mummificazione, il defunto si sottopone al vaglio del tribunale dei morti e ottiene infine la "nobiltà della mummia" d'un seguace d'Osiride negli inferi. È posto al riparo da ogni accusa e purificato da ogni colpa che sarebbero potute essere d'ostacolo al suo passaggio nell'altro mondo: comprese le sciocchezze commesse nella prima infanzia» (da mw4wPotere e salvezza. Teologia politica nell'antico Egitto, in Israele e in Europa, pag.139, Jan Assmann, Einaudi, Torino, 2002)
cite-note-22. mw5wmw6amw6qLa Repubblica, 25 ottobre 2001, su mw6gricerca.repubblica.it.
cite-note-31. mw7gmw7wmw8aRosalia Lombardo - Catacombe dei Cappuccini di Palermo, su mw8qcatacombepalermo.it. mw8gURL consultato il 22 novembre 2019.

Bibliografia

• Audferheide A.C. The Scientific Study of Mummies, Cambridge University Press, Cambridge 2003.
• Brier B., Egyptian Mummies, 1996.
• Brier B., The Encyclopedia of Mummies, 1998.
• Cockburn A., Cockburn E., Reyman T. Mummies, Disease and ancient Cultures, Cambridge University Press, Cambridge, 1998.
• Farella F.D. Cenni storici della Chiesa e delle Catacombe dei Cappuccini in Palermo. Edizioni Fiamma Serafica, Palermo, 1982.
• Fornaciari G, Gamba S., The mummies of the church of S. Maria della Grazia in Comiso, Sicily (18th-19th century). In Paleopathology Newsletter, 81, 1994: pp.mw-w 7-10.
• mw-qJan Assmann, mw-gPotere e salvezza. Teologia politica nell'antico Egitto, in Israele e in Europa, mw-wGiulio Einaudi Editore, Torino (2002), traduzione di mwaqaUmberto Gandini, titolo originale mwaqeHerrschaft un Heil. Politische Theologie in Altägypten, Israel und Europa, Carl Hanser Verlag, mwaqmMonaco - mwaqqVienna.
• Piombino-Mascali D., Il Maestro del Sonno Eterno, 2009.

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) mummy, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefopen-library(EN) Opere riguardanti Mummia, su Open Library, Internet Archive.
• (EN) Mummia, su The Visual Novel Database.